La satira di Kafka coglie l'insensatezza, ciò che è intricato e inattingibile, doloroso per natura, e che egli insegue con precisione sadica e spietata (come nella Colonia penale o nel Pozzo e il pensiero di Poe). Talvolta ciò che è doloroso viene mostrato in una maniera così esclusivamente bizzarra da non lasciare insorgere alcuna compassione. … Leggi tutto Agli occhi di Kafka esistono solo miracoli
estratto
Fondamentalmente una femmina da sballo
Non c'erano donne in batteria. O, meglio, c'erano in quanto donne di chi ne faceva parte. Solo Angela Corradi, quella che le cronache battezzeranno come “la suora laica”, sarebbe rimasta a lungo legata a “quelli della Comasina”. Era la donna di Vito Pesce. I genitori lavoravano nel circo, il padre aveva avuto problemi con la … Leggi tutto Fondamentalmente una femmina da sballo
Amore: seme dell’aspettativa e rampicante dell’illusione
“Le vostre parole mi fanno tanto bene, amico mio, e io vi sono grata una volta di più...”, fece lei senza trascurare di servirsi di un tono velato e per questo incredibilmente allusivo. “Really...?”, seppe solo domandare lui a voce strozzata, gli occhi increduli, mentre il volto di Madame De Cecco si faceva sempre più … Leggi tutto Amore: seme dell’aspettativa e rampicante dell’illusione
Edda Marty
In realtà la Marty era pessimista, come tutte le intelligenze temerarie. Nella vita faceva lo stesso: si buttava audacemente nelle difficoltà, ma non era mai sicura di poterne uscire. *** L’amore non doveva esser per lei una servitù; né ella aspirava ad esser la conquistatrice, la donna fatale, che è in fondo altrettanto debole e … Leggi tutto Edda Marty
Perché sei vestito così male?
«Io» disse «sono un poeta e, mi auguro, di ispirazione non del tutto volgare, se almeno qualche credito meritano gli allori che il successo dispensa sovente anche ai mestieranti. “Perché allora”, mi dirai “sei vestito così male?” Proprio per questo che ti sto per dire. La passione per le cose che hanno a che fare … Leggi tutto Perché sei vestito così male?
Per comprenderlo bisogna provarlo
Poco prima di mezzogiorno il guardiano riapparve nel solaio, seguito da cinque arcieri che erano destinati al servizio dei prigionieri di Stato, titolo di cui ci si onorava. Aprì la porta della mia cella e introdusse i mobili che avevo chiesto e il mio desinare. Il letto fu fatto nell’alcova, il pranzo collocato sulla piccola … Leggi tutto Per comprenderlo bisogna provarlo
Pigrizia e beatitudine
Nel ’32 non era raro il caso di un giovane che diventasse console o ministro per una ragione tanto più accettata come buona, e perfino ammirata, quanto meno fosse chiara. “Il tale non ha fatto concorso” si diceva “non possiede titoli, mastica appena un po’ di francese… e intanto è stato destinato alla Legazione di … Leggi tutto Pigrizia e beatitudine
Rovinati dall’umiltà
V’è un’astuzia propria delle passioni più vili; le quali, allorché primamente ci assalgono, badano soprattutto a non allarmarci. Per meglio insinuarsi in noi, si mascherano di leggerezza. Poiché la nostra ragione vi repugna, cominciano a tentare la nostra vanità. Noi siamo sempre così vani, così sicuri di resistere a quelle passioni, che volentieri ce ne … Leggi tutto Rovinati dall’umiltà
Uno, nessuno e centomila demonii
Quando Dio vuol perdere una persona la fa impazzire: il diavolo, più lieve e benigno del suo rivale, la fa ridere. *** Se vogliamo dire la verità, il demonio non è, alla pari di Dio, uno e unico: il suo nome è legione, e tante sono le forme che egli assume quanti sono gli esseri … Leggi tutto Uno, nessuno e centomila demonii
Che ci vai a fare?
«Ma cosa vai a cercare laggiù, ogni volta?», gli chiese dopo un po’. La sua voce non pareva irritata come temeva Jonathan. «Che ci vai a fare... tutto solo», aggiunse, «tra quei laghetti isolati?». Jonathan tossì e liberò il fiato dalle narici. Le vene della fronte gli pulsavano per il caldo. Nel frattempo pensò a … Leggi tutto Che ci vai a fare?