E da ultimo, col sopraggiungere dell'inverno, furono attaccate le piante. Cominciò la povera gente che cercava rami e foglie per il focolare spento, ma subito essa fu sopraffatta e travolta da folle organizzate ed esperte del mercato nero, che in pochi mesi rasero al suolo intere foreste di parchi, di giardini, di viali, le testimonianze … Leggi tutto In memoria di tutte le cose che finiscono
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Le stelle sono rare
Otto stelle cadenti, ma non saranno troppe? E poi questa è la millesima canzone d'amore che hanno scritto per te... Eppure io non sto da parte. Ma quanti numeri fa il cuore: che noia sarà per te, che invece hai fatto l'abitudine e non vuoi più contare. E poi tutte le rose! E poi tutte … Leggi tutto Le stelle sono rare
Eppur si legge!
Nuova recensione per Non Conquistammo Che Sabbia, il mattone che se non ti uccide ti piace®. Stavolta a leggerlo e a commentarlo è il sito La Stamberga dei lettori (bello assai 'sto nome!). L'autore della recensione (disponibile a questo link), tale emerson (che ringrazio), si sofferma molto sulle premesse storiche da cui scaturisce tutta la … Leggi tutto Eppur si legge!
L’ultimo anello della catena
Sorridevo. Mi veniva di sorridere così di tutto e a ogni cosa: a gli alberi della campagna, per esempio, che mi correvano incontro con stranissimi atteggiamenti nella loro fuga illusoria; a le ville sparse qua e là, dove mi piaceva d’immaginar coloni con le gote gonfie per sbuffare contro la nebbia nemica degli olivi o … Leggi tutto L’ultimo anello della catena
Un bruscolo nell’occhio
Stampa o leggi in PDF Minacciava pioggia. Impercettibilmente da ovest le nuvole si erano come raggrumate in un’opprimente condensa grigiastra e uniforme. Senza sfumature, senza ombre, con la sola vaga certezza dell’acquazzone imminente. Un vento secco e asciutto cominciò in maniera del tutto inaspettata a soffiare, spazzando con foga l’erbetta delle colline circostanti e piegando … Leggi tutto Un bruscolo nell’occhio
Dov’è che finiva la locomotiva
Grazie al Jobs act finalmente mia figlia ha un lavoro occasionale, dopo quarant'anni di torbido e costante sfruttamento genitoriale: corsi di meditazione, lezioni di pilates e un lungo soggiorno indiano. Tutto col mio deretano, tutto col mio deretano! Ma è rientrata il primo giorno “Papà”, mi confessava, “sono già dimissionaria. Non vi erano tutele e … Leggi tutto Dov’è che finiva la locomotiva
Di notte è usanza dormire
«E lei, fa sera o mattino, Padre?», chiese imperterrito, con una vibrante giocondità nella voce. «Lei, mi pare, ha fatto tutta la notte», venne il brontolio di risposta. La luce scarsa dondolò disperata e, rimbalzando, le tenebre, più nere, si richiusero intorno. «Non è andato a dormire?», ansimò la voce rialzandosi. «Troppo baccano di ubbriachi … Leggi tutto Di notte è usanza dormire
Ho conosciuto donne
Ho conosciuto donne che sconcertate camminano nude per la strada. Le spogliano le frugano le stuprano sguardi che non sanno quel che si posò su di loro quale morbo le ha infettate avvelenandole nel sangue prosciugandole nel rossore di chi vorrebbe soltanto sparire. Non hanno nemmeno più la pelle strappata dalle offese del passato. Non hanno … Leggi tutto Ho conosciuto donne
The unending gift
Un pittore ci promise un quadro. Adesso, nel New England, so che è morto. Ho sentito, come altre volte, la tristezza di capire che siamo come un sogno. Ho pensato all'uomo e al quadro perduti. (Soltanto gli Dei possono promettere, perché sono immortali.) Ho pensato al luogo prestabilito che la tela non occuperà. Poi ho pensato: … Leggi tutto The unending gift
Dolore, dissacrazione e inconcludenza: così nacque Il primo Dio
Poche volte capita di assistere alla germinazione della follia sin dai primi, delicatissimi momenti dell'infanzia. Li chiamano anni verdi, dove grazia e amore e spensieratezza nascondono agli occhi dei bambini la natura del mondo e il concetto di sofferenza. Non così fu per Emanuel Carnevali, al secolo Manuel Federico Carlo Carnevali. D'altra parte il suo … Leggi tutto Dolore, dissacrazione e inconcludenza: così nacque Il primo Dio