TERRA. Cara Luna, io so che tu puoi parlare e rispondere; per essere una persona; secondo che ho inteso molte volte da' poeti: oltre che i nostri fanciulli dicono che tu veramente hai bocca, naso e occhi, come ognuno di loro; e che lo veggono essi cogli occhi propri; che in quell'età ragionevolmente debbono essere … Leggi tutto Dialogo della Terra e della Luna
Prose
Spiacente: questa non è fiction
Quella sera di dicembre del 1981 le truppe d’élite salvadoregne del battaglione Atlacatl si trovano impegnate in manovre di controinsurrezione nella provincia di Morazàn, di cui il villaggio di El Mozote fa parte; ufficialmente la mira era di stanare alcuni membri del FMNL dai loro covi montani. Rufina Amaya era nella sua casa, con i … Leggi tutto Spiacente: questa non è fiction
Tutto, ma non l’impiegato
Non volevo diventare un impiegato. Né ‘discorsi’ né discussioni ‘serie’ facevano alcuna differenza per la mia riluttanza. Non volevo essere un impiegato e rifiutavo di esserne uno. Ogni tentativo, per citare l’esempio di mio padre, di suscitare amore o desiderio per questa chiamata aveva soltanto l’effetto contrario. Odiavo l’idea, e la cosa mi annoiava, di … Leggi tutto Tutto, ma non l’impiegato
Vi odio, cari studenti
«Viviamo in un momento negativo il cui esito ancora mi sfugge – si può solo dire che ha avuto inizio una nuova era diversa da quella precedente.» In questo contesto si inserisce anche la polemica con il Movimento studentesco, che su imitazione degli studenti americani e poi di quelli francesi si propone di mettere a … Leggi tutto Vi odio, cari studenti
In memoria di tutte le cose che finiscono
E da ultimo, col sopraggiungere dell'inverno, furono attaccate le piante. Cominciò la povera gente che cercava rami e foglie per il focolare spento, ma subito essa fu sopraffatta e travolta da folle organizzate ed esperte del mercato nero, che in pochi mesi rasero al suolo intere foreste di parchi, di giardini, di viali, le testimonianze … Leggi tutto In memoria di tutte le cose che finiscono
L’ultimo anello della catena
Sorridevo. Mi veniva di sorridere così di tutto e a ogni cosa: a gli alberi della campagna, per esempio, che mi correvano incontro con stranissimi atteggiamenti nella loro fuga illusoria; a le ville sparse qua e là, dove mi piaceva d’immaginar coloni con le gote gonfie per sbuffare contro la nebbia nemica degli olivi o … Leggi tutto L’ultimo anello della catena
Di notte è usanza dormire
«E lei, fa sera o mattino, Padre?», chiese imperterrito, con una vibrante giocondità nella voce. «Lei, mi pare, ha fatto tutta la notte», venne il brontolio di risposta. La luce scarsa dondolò disperata e, rimbalzando, le tenebre, più nere, si richiusero intorno. «Non è andato a dormire?», ansimò la voce rialzandosi. «Troppo baccano di ubbriachi … Leggi tutto Di notte è usanza dormire
Ritratto minimo di Memo Benassi
In realtà la sbandierata omosessualità di Benassi non aveva mai lasciato tracce, né prova della sua esistenza e, come me, molti sospettano che egli non l’abbia mai praticata e forse non lo riguardava nemmeno come lui pretendeva. Ma era il solo mezzo di legare a sé gli altri con lo scandalo e non isolarsi nell’imbarazzo … Leggi tutto Ritratto minimo di Memo Benassi
Chi ha paura del babau
Mia madre, rimasta vedova e vedendosi senza marito e senza protezione, e pensando che a frequentare gente per bene si diventa uno di loro, andò a vivere in città e affittò una casuccia. Si mise a cucinare per certi studenti, e lavava i panni a certi mozzi di stalla del Commendatore della Magdalena, così che … Leggi tutto Chi ha paura del babau
Il segreto di una bontà infaticabile
Per il momento non aveva intenzione di tornare a Venezia. L’offesa che gli bruciava in petto emanava una spessa coltre di fumo che offuscava tutti i ricordi dolci e accattivanti, soffocando ogni pensiero che avrebbe potuto commuoverlo e renderlo più conciliante nei confronti della sua città. Per il momento voleva coltivare il suo odio e … Leggi tutto Il segreto di una bontà infaticabile