Vi odio, cari studenti


«Viviamo in un momento negativo il cui esito ancora mi sfugge – si può solo dire che ha avuto inizio una nuova era diversa da quella precedente.»

In questo contesto si inserisce anche la polemica con il Movimento studentesco, che su imitazione degli studenti americani e poi di quelli francesi si propone di mettere a soqquadro, ma solo verbalmente, tutto il «Sistema».

Una falsa rivoluzione subito approvata e adulata da esponenti accademici per puro spirito opportunistico. Pasolini al contrario vede in essi una nuova generazione di borghesi, «con cui dovrò vedermela e continuare a lottare come coi loro padri».

Questo il senso della famosa poesia Il Pci ai giovani!!, così poco capita e così tanto discussa e disapprovata. I loro interventi li giudica insensati, velleitari. Basati su vuoti riferimenti. Li considera anzi come elementi scagliati dalla nuova borghesia per distruggere quanto sopravvive della società precedente e per instaurare il suo dominio totalitario. Per affermare l’uomo della totale industrializzazione, pronto a sostituire i vecchi paradigmi mitici, con nuovi miti che forse per la prima volta non hanno alcun riferimento ad archetipi. Per questa ragione Pasolini oppone a tutto ciò la nostalgia del sacro, degli antichi valori; e il rimpianto del passato accettato anche come sentimento conservatore:

«Ciò che spinge a tornare indietro
è altrettanto umano e necessario
di ciò che spinge ad andare avanti».

La civiltà del passato non deve essere dimenticata, disprezzata o tradita, ma deve essere assunta all’interno della civiltà nuova, integrandola a quest’ultima per renderla concretamente storica.

«Sono sempre più scandalizzato dall’assenza del sacro nei miei contemporanei. Io difendo il sacro perché è la parte dell’uomo che resiste meno alla profanazione del potere


Nico Naldini

2 pensieri su “Vi odio, cari studenti

  1. “Si dice stoicamente “sospeso” dal mondo, Nico Naldini, rannicchiato come in un bozzolo caldo e amicale nella sua tana di Treviso, asserragliato dal verde rigoglioso quasi selvaggio di un piccolo giardino, tra montagne di libri quadri e disegni. E sfoggia ritrosia a parlare del presente della cultura, di cui con aria anche un poco scherzosa e civettuola, dice di non interessarsi granché.”
    vivamente consigliata: Breve vita di Pasolini
    (di cui era cugino)
    Grazie Domenico per avermi fatto ritornare in mente quest’uomo

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Pina! Io pure sono affezionato a Naldini, però ti dico non mi è piaciuto come ha liquidato il libro che Dario Bellezza ha dedicato a Pasolini, altra opera secondo me importantissima per capire qualcosa in più di PPP, al di là dello scandalo dell’assassinio

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