Mentre il ragazzo cerca di parlare, nella medicheria del reparto un ortopedico dispone sui pannelli luminosi, una a una, delle radiografie. Le scorre con scrupolo, nel campo scuro la spina dorsale si presenta come una struttura opalescente, un ponte che si interrompe nel buio sopra l’altezza delle scapole. La terza vertebra dorsale è esplosa per … Leggi tutto Sedici anni, fine pena mai
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Amicizia, seni, tette e tettine
Bello è vestirsi coi panni puliti, la camicia bianca che sa un poco di muffa, perché non l’hanno fatta asciugare a dovere con l’umidità di questi giorni, tempo infame. Ma si asciugherà più tardi addosso a me per strada al sole dove già sfilano le ragazze sempre col cappotto ma aperto davanti a mostrare il … Leggi tutto Amicizia, seni, tette e tettine
Non andartene docile in quella buona notte
Non andartene docile in quella buona notte, i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno; infuria, infuria, contro il morire della luce! Benché i saggi sappiano alla fine che la tenebra è giusta - perché le loro parole non diramarono fulmini - non se ne vanno docili in quella buona notte. I probi, con l'ultima … Leggi tutto Non andartene docile in quella buona notte
Medusa, la fantascienza e i superintellettuali
Quando parlo di fantascienza uso spesso la metafora di Perseo e della testa di Medusa. Invece di guardare in faccia Medusa, cioè la verità, ti giri e guardi alle tue spalle il riflesso nel lucido bronzo dello scudo, poi allunghi la spada dietro di te e tagli la testa di Medusa. La fantascienza finge di … Leggi tutto Medusa, la fantascienza e i superintellettuali
Vah che luna
Vah che luna! È un occhio che mi inonda lo sguardo senza versare una lacrima. È una palla di latte freddo intonsa. Anzi no: con quei mari cavi che paiono impronte di qualcuno che insegui e quel giro di perla che ti assottiglia notte dopo notte dopo notte la verità, forse, è che resti muta mutando. Quanto … Leggi tutto Vah che luna
La locanda
C'è rumore e musica, c'è suono di uomini, c'è la stessa compagnia che regolarmente poi mentre scorre il tempo si scioglie e rifà. Chi ha portato a casa la donna ritorna e, si sa, beve di più: riderà di chi è un po' giù. C'è chi a me chiede di lei, non dirò la verità... Eccomi … Leggi tutto La locanda
La biblioteca
Non so per quale disposizione ministeriale, questi giovani addetti alla consegna dei libri in lettura erano quasi tutti mutilati alle mani. A chi mancava un dito, a chi due, a chi tutti e cinque. Qualcuno aveva la mano di legno e cuoio dentro il guanto nero, ferma e secca nella positura di chi te la … Leggi tutto La biblioteca
Putesse essere allero
E dimme quacchecosa nun me lascià accussì, stasera sto sballato che voglia 'e partì: cu' ddoje parole 'mmocca e tanta semplicità putesse essere allero. E dimme quacchecosa nun me lascià accussì, 'o viento sta passando e je 'o voglio sentì. Affondo 'e mani dint'a terra e cerco 'e nun guardà e nun me pare o … Leggi tutto Putesse essere allero
Dedicato
Ai suonatori un po' sballati Ai balordi come me A chi non sono mai piaciuto A chi non ho incontrato Chissà mai perché Ai dimenticati Ai playboy finiti E anche per me A chi si guarda nello specchio E da tempo non si vede più A chi non ha uno specchio E comunque non per … Leggi tutto Dedicato
La collina dei ciliegi
E se davvero tu vuoi vivere Una vita luminosa e più fragrante Cancella col coraggio Quella supplica dagli occhi. Troppo spesso la saggezza è solamente La prudenza più stagnante E quasi sempre dietro la collina è il sole. Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente? Ma perché tu non vuoi spaziare con me, … Leggi tutto La collina dei ciliegi