Che ora fai? Un'ora inglese, si va Agguanta la mia mano e ce ne andiamo Tanto di noi si può fare senza E chi vuoi Che noti mai la nostra assenza Ah, ragazza, tu sei bella Ogni giorno di più Non farti prender dalla sonnolenza C'interessa, no, questa conferenza Che tanto il tempo passa … Leggi tutto Fuga all’inglese
Le dieci cose che non mi piacciono
«Piccolo, sono stata taggata e la fan-base mi chiede un post con le dieci cose che non mi piacciono...» «Scommetto che hai già pensato a qualcosa di super originale!» «No, credo che mi limiterò a scrivere le prime cose che mi vengono in mente...» «Sentiamo Piccola.» «Allora... le dieci cose che non mi piacciono: Gli … Leggi tutto Le dieci cose che non mi piacciono
La scopa del sistema? È tale e quale al cubo di Rubik
Madonna benedetta che fatica! Non l'ho pensato alla fine del romanzo, ma alla fine di ognuna delle 533 pagine che impilate una sull'altra fanno La scopa del sistema [Torino, Einaudi, 2008], opera prima di un ventiquattrenne che sarebbe passato alla storia come David Foster Wallace, tra i massimi esponenti del Realismo isterico e autore in odore … Leggi tutto La scopa del sistema? È tale e quale al cubo di Rubik
La guerra è finita
Vivere non è possibile Lasciò un biglietto inutile Prima di respirare il gas Prima di collegarsi al caos Era mia amica Era una stronza Aveva sedici anni appena Vagamente psichedelica La sua t-shirt all'epoca Prima di perdersi nel punk Prima di perdersi nel crack Si mise insieme ad un nazista Conosciuto in una rissa E … Leggi tutto La guerra è finita
L’adesso
c'è un forte silenzio come di ammoniti chiuse nelle teche dei musei denso e spiralico ingrigisce il tempo quando l'ora imprigiona minuti nell'ovvio circolare di pensieri attese intromissioni parole non dette - e disdette - istanti che non si danno tregua pendono senza precipitare e diluviano inutilità
Sensazione
I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme. Fremo per la mia allegria. A volte mi sento invadere da una vaga, fredda, triste, implacabile quasi-concupiscente spiritualità. Mi fa tutt'uno con l' erba. La mia vita sottrae colore a tutti i fiori. La brezza che sembra restia a passare scrolla dalle mie ore rossi … Leggi tutto Sensazione
Il museo dei pesci morti è il libro che avrei voluto scrivere io
Non è facile recensire una raccolta di racconti: viene meno l'unitarietà della trama, mancano gli appigli che dà l'eventuale evoluzione dei personaggi, ed è praticamente impossibile tirar fuori il sugo della storia. Anzi, delle storie. Ma dopo aver letto Il museo dei pesci morti di Charles D'Ambrosio [Roma, Minimum Fax, 2006] ho deciso di rompere … Leggi tutto Il museo dei pesci morti è il libro che avrei voluto scrivere io
Compromettersi
La vita umile dai lavori noiosi e facili è un'opera di scelta che esige molto amore. Restare lieto quando tristi i giorni si rincorrono, essere forte e consumarsi in circostanze vili, udire, percepire tra i rumori delle grandi città, solo il richiamo, mio Dio, delle campane, tu stesso diventare uno di quei suoni nel vile … Leggi tutto Compromettersi
Nel reparto dei matti
Alla fine trovai il coraggio di scroccare una sigaretta a Carmen, un’italiana dai modi melodrammatici che aveva la stanza accanto alla mia. Batté il pacchetto e ne fece uscire una. Sembrava una sigaretta sterile, bianchissima, da ospedale, che non avrebbe mai potuto causarti alcun danno, meno che mai farti venire il cancro. Me la passai … Leggi tutto Nel reparto dei matti
Le lacrime di Nietzsche: se il Superuomo piange, il borghese non ride
Io al liceo lo odiavo a prescindere, per quel nome impossibile da scrivere. Nietzsche: c'è sempre il rischio di perdersi qualche lettera per strada. Poi fu proprio Nietzsche a salvarmi il culo alla maturità. Dovevamo per forza trovare un collante interdisciplinare per gli argomenti da portare all'esame orale, e io scelsi qualcosa tipo “La strumentalizzazione … Leggi tutto Le lacrime di Nietzsche: se il Superuomo piange, il borghese non ride