Figlia


Ti ho sollevata come uno sguardo,
Ti ho vista persa dentro un libro sgualcito,
Navigare in infradito sul mio maglione,
Salire di corsa le scale
Sembrando acqua che sale.
Sembrando più acqua che sale.
E ti ho sentita distante,
Ti ho sentita scura e insolente.
Ma un rubino non sanguina,
Non lo fermi il ruggito di un torrente.
Perché già me l’hai insegnato
Che una notte dura due giorni:
La notte dura almeno due giorni.

Non ti leggo più storie di fate,
Impegnati a buttar giù zucchero in mare.
Fatti spiegare da un astronauta
La matematica dei rami,
Dei rami.

Guarda il cosmo nella tazza della colazione
E al soffitto abbozza con gli occhi la tua storia migliore.
Il buio che scacci è un colore: i fili dei tralicci in autostrada.
I fili dei tralicci in autostrada son pentagrammi in aria.

Sono pentagrammi in aria e ci rivedo te bambina
Che passi in mezzo a quelle crome
Leggera come una terzina
E vai a fermarti all’improvviso
Proprio in cima ad una pausa che non c’è.

Ho le palpebre serrature con te dietro,
E mentre taccio è pure più forte:
Scappa l’anima alle labbra,
Sgretolano il sole come le persiane
E tu che hai conteso a volte al vento le parole
Trovami un sorriso!
Trovami un sorriso in mezzo alla barba,
Fammi trovarlo nel fondo.

 

Diventa, figlia, quello che vuoi.
Ma quando ti annoi nel nulla dei negozi
O vedi che ti somiglio e allora fammi dettaglio,
Fammi dettaglio di una meraviglia.


Max Gazzè, Francesco Gazzè e Daniele Silvestri

7 pensieri su “Figlia

  1. Ostica al primo ascolto, per me, un po’ meno al secondo. Però le frasi che hai messo in magenta son molto belle, e anche la parte del pentagramma e il senso tutto.

    Quella di Sanremo non mi aveva convinto per niente

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    1. e infatti volevo mettere nei tag “da ascoltare più di una volta”.

      sì quella di Sanremo nulla di che, ma una hit estiva facile facile ogni tanto la deve tirare fuori per sopravvivere, soprattutto se non può fare concerti. anche Colapesce e Di Martino avranno fatto lo stesso ragionamento, del resto. però prima strofa e primo ritornello (con quel basso psichedelico) di “Musica leggerissima” mi piacciono. il resto è più acqua che sale

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      1. Lo faccio sempre con le tue, e con questa lo rifarò ancora e vediamo se mi fa lo stesso effetto di “A”.

        Il farmacista non riesco nemmeno a classificarla nelle hit estive facili facili, invece Colapesce e Dimartino l’ho ascoltata e amata per un po’ di giorni e poi basta perché avevo bisogno di musica leggerissima, e secondo me in piena pandemia un brano così era scontato che avrebbe sbancato. E si sanno distinguere, che gli vuoi dire… ma sicuro hanno fatto e possono fare di meglio.

        Di Dimartino trovo bella Le ombre, per esempio… e dai una possibilità anche a Laszlo, fiore mio, ma anche L’immensità o La nostra fine

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