Il gatto


I

Un bel gatto forte, dolce e vezzoso
passeggia nel mio cervello
come a casa sua.
Si sente appena quando miagola,

per quanto il tono è tenero e discreto;
ma la voce è sempre profonda e ricca,
sia che brontoli o s’acquieti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.

Come penetra e filtra questa voce
nell’intimo mio più tenebroso…
Mi riempie come un verso numeroso
e mi rallegra come un filtro.

Che quiete per i mali più crudeli,
racchiude in sé tutte le estasi!
Non le servono parole
per dire le più lunghe frasi.

L’unico archetto che morde
sul perfetto strumento del mio cuore
e fa cantare più regalmente
la più vibrante corda

è la tua voce, gatto misterioso,
gatto serafico, gatto strano…
Tutto in te, come in un angelo,
è sottile ed armonioso.


II

Che dolce profumo esala da quel pelo
biondo e bruno.
Com’ero tutto profumato
una sera che l’accarezzai
una volta, una soltanto!

È lui il mio genio tutelare:
giudica, governa e ispira
ogni cosa nel suo impero;
è una fata?
O forse un dio?

Quando i miei occhi, attratti
come da calamita, dolci si volgono
a quel gatto che amo
e guardo poi in me stesso,

che meraviglia il fuoco
di quelle pallide pupille,
di quei chiari fanali,
di quei viventi opali
che fissi mi contemplano.


Charles Baudelaire

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