Quanta pummarola sprecata


«Si avvicinavano le elezioni del ’76 e i fascisti dell’Msi avevano organizzato un comizio con Pino Romualdi, della segreteria nazionale, in piazza Fiume. Il prefetto, nonostante i molti appelli contrari, aveva autorizzato la manifestazione, e l’intero movimento decise dunque di promuovere un’intera giornata di mobilitazione per impedirne lo svolgimento. La sera prima, un gruppo di una quindicina di compagni era in un vicolo della città vecchia, alle prese con la preparazione di un discreto quantitativo di bottiglie molotov, in previsione sia delle possibili scorribande fasciste, che delle aggressioni poliziesche. C’era però più benzina che bottiglie, ed ecco che, resesi conto di quel che accadeva dalla discussione un po’ tesa tra alcuni dei compagni, si avvicinarono due donne, già avanti con gli anni, che si offrirono di regalare due casse di bottiglie di conserva di pomodoro, quella che all’epoca ancora si faceva collettivamente fra le famiglie. Certo, lo spettacolo era alquanto surreale: con mamme e nonne che svuotavano nei tombini la pummarola, e accanto giovani in jeans e capelli lunghi, che le riempivano di benzina mentre pezzetti di pomodoro galleggiavano ancora dentro».


Pino Casamassima

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