L’amore fra i mocciosi di adesso


– La cosa più terribile di essere divorziata non è che tutti gli uomini si credono in obbligo di farti proposte, – mi informava la zia Julia. – Ma che essendo divorziata pensano che ormai non c’è più bisogno di romanticismo. Non ti fanno la corte, non ti dicono galanterie sottili, ti propongono la cosa senza tanti complimenti con la maggiore volgarità. A me toglie ogni entusiasmo. Per questo, invece di farmi portar a ballare, preferisco venire al cinema con te.
La ringraziai caramente per quanto mi concerneva.
– Sono così stupidi che credono che ogni divorziata sia una donna di strada, – proseguì, senza abboccare all’amo. – E poi, pensano solo a quello. Mentre non è quello il bello, ma innamorarsi, non ti sembra?
Io le spiegai che l’amore non esisteva, che era un’invenzione di un italiano chiamato Petrarca e dei trovatori provenzali. Che quanto la gente credeva un cristallino fiotto dell’emozione, una pura effusione del sentimento, era il desiderio istintivo dei gatti in calore celato dietro le belle parole e i miti della letteratura. Non credevo in nulla di tutto questo, ma volevo fare l’interessante. La mia teoria erotico-biologica, tuttavia, lasciò la zia Julia piuttosto incredula: credevo davvero a quelle idiozie?
– Sono contro il matrimonio, – le dissi, con l’aria più pedante che mi riuscì. – Sono sostenitore del cosiddetto amore libero, ma che, se fossimo onesti, dovremmo chiamare, semplicemente, copula.
– Copula vuol dire fare quello? – scoppiò a ridere. Ma immediatamente fece un viso deluso: – Ai miei tempi, i ragazzi scrivevano acrostici, mandavano fiori alle ragazze, ci mettevano settimane per azzardarsi a dar loro un bacio. Che porcheria è diventato l’amore fra i mocciosi di adesso, Marito!


Mario Vargas Llosa

25 pensieri su “L’amore fra i mocciosi di adesso

    1. è un dipinto coi colori che si muovono in continuazione, questo romanzo!
      e in effetti, in nota, il traduttore specifica che “Marito” è il diminutivo di Mario: brava che l’hai presunto, così adesso chi si legge i nostri commenti lo sa

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      1. Mmhh… diciamo che può essere piacevole un’anticchia (tiè tiè, anticchia!) il fatto di avere torto, però fino ad un certo punto, quando tipo ti fanno sentire come un bambino, mentre guardi con ammirazione colui che ha ragione… ma avere ragione penso sia più piacevole. Certo, diventa una condanna se poi non riesci a trasmettere quella tua ragione a colui che ha torto… e però è vero pure che, chi pensa di avere sempre ragione, rischia di non crescere quanto potrebbe chi invece ha torto. Ma ora va a finire che generalizziamo… e chi ti ha detto che mi diverto poco? 😮 anzi, perché? Cosa mi sta sfuggendo?!

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