Gioco di specchi


Il ragazzo l’aveva proprio dichiarato: «Vorrei essere amato da folle di donne, proprio con desiderio. Anche dalle donne dei miei amici, ma questo non dovrei dirlo perché sennò non m’invitano più a casa loro. Vorrei amore anche dalle donne che mi sono antipatiche, da quelle alle quali non piaccio, dalle donne dei miei cognati, che poi sono le mie sorelle».

Chiede e vuole amore da tutti. E ce l’ha.

…cercherebbero nelle immagini dagli specchi giganteschi. Le specchiere della casa di via Ristori. Dal pavimento al soffitto, tutt’intorno alla scala interna.

Ogni volta che la ragazza vede quegli specchi — perché, anche se c’è la nuova fidanzata, ci va spesso a casa del ragazzo — prova una specie di disagio. Perché è come se sorvegliassero, silenziosamente cogliessero le immagini di ognuno che va e viene e le conservassero impresse in un codice invisibile. E quando la ragazza li guarda e si guarda, salendo le scale, vede dietro, dentro, nella profondità ambrata e ripetitiva che sta oltre la superficie riflettente, il brulichio di persone e atti che lo specchio contiene in sé e che, nonostante la ragazza ora viva in un’altra vita, è un mistero che ancora vorrebbe conoscere.

Anche gli specchi, così grandi, esagerati, gli ha rinfacciato nella lettera.

...Poi, il più furbo di tutti, zitto zitto, verrebbe da te e, pagandoti (spero molto bene) comprerebbe tutta la nostra corrispondenza (non dire: «La nostra? La mia!»). A questo punto sarebbe la fine. La gente, leggendo i tuoi biglietti, le tue lettere e i tuoi scritti, comincerebbe ad avere seri dubbi sull’autenticità della mia comicità e della mia intelligenza. Verrei miseramente ridimensionato e tutto il frenetico lavoro che potrei fare adesso, sarebbe praticamente inutile. Cara Anna, sei tu che hai inventato la mia differenza da tutti gli altri.

No, non è vero. Lei non ha inventato niente. Lui c’era già tutto quando si sono conosciuti, forte e chiaro. Ora cerca di sminuirsi perché fa parte del loro gioco consueto.

Lui prostrato di fronte alle sue doti – vere o presunte, non importa – e lei rassicurata fino al midollo, con il solo desiderio di continuare a godere di quell’adorazione. Piace a entrambi idealizzare l’altro, spostarsi vicendevolmente in una dimensione superiore. Intoccabile.


Anna Pavignano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...