Certa gente deve essere sbranata


Quando Dawn of the Dead di George A. Romero, titolo italiano Zombi, esce nelle sale è il 1978, io ho quattro anni e mia madre è ancora viva. Il film è un grande successo. Per sfruttare il momento e la moda, il produttore Ugo Tucci contatta Dardano Sacchetti, che è uno in gamba, gli consegna un numero di “Tex Willer” in cui Tex combatte contro i morti viventi e gli commissiona una storia che mescoli il tono avventuroso del fumetto col film di Romero. Sacchetti scrive soggetto e sceneggiatura insieme alla moglie Elisa e la regia viene affidata, dopo due o tre rifiuti da parte di nomi importanti che ritengono il progetto una cazzata, a un professionista non più tanto giovane che se la passa piuttosto male. Lucio Fulci, il “terrorista dei generi”, come lo chiameranno i posteri, ha girato con esiti commerciali modesti Totò, Franco e Ciccio, western e gialli. Zombi 2, invece, il primo vero splatter italiano, sbanca al botteghino. “Finalmente l’orrore torna sotto il segno del fantastico e si tinge di sangue, tantissimo sangue” scrive Manuel Cavenaghi in Cripte e incubi. Dizionario dei film horror italiani. E così, col film di Sacchetti, il terrorista Fulci paga i debiti e scongiura la depressione.

Ricordo: 1) mio padre che andò a vederlo da solo al cinema e tornò a casa raccontando disgustato di essere uscito dalla sala a fine del primo tempo; 2) il pomeriggio di due anni fa in cui l’ho visto su YouTube. Non mi è piaciuto e non mi ha suscitato nessuna emozione particolare. Qualche giorno dopo, però, osservando i capelli prossimi alla decomposizione di una signora anziana che giocava al videopoker in un bar, mi sono chiesto: come sarebbe Milano con i morti viventi (quelli veri, famelici e verminosi, s’intende)?

Quando sono tornato a casa ho scritto tre righe al computer, queste: “Senza nessuna ragione, i morti del Cimitero Monumentale escono dalle tombe e invadono, assetati di carne, la città. Tutti, i morti famosi (Manzoni, Boito, Cattaneo, Hayez, don Giussani) e quelli senza nome”.

Che follia. Un’idea copia di una copia di una copia. Romero ha copiato le leggende voodoo, Sacchetti ha copiato Romero, The Walking Dead ha copiato tutti. Ma il mondo funziona così, le tre righe ormai le avevo scritte e le ho fatte girare. In fondo non mi costava niente.

Corrispondenze, coincidenze, emergenze. Fulci fu pagato sei milioni di lire per girare un film di zombi. Io sono diventato ricco per aver scritto il soggetto della Resurrezione della carne, la prima serie di zombi prodotta in Italia. L’incubo di Fulci comincia a Matul, un’isoletta dei Caraibi; il mio nel cimitero più antico di Milano, un pomeriggio di agosto. Fulci è morto povero e arrabbiato, io sono vivo e sono l’idolo del momento. Corrispondenze, coincidenze, divergenze. Milano, sei terra, aria, gente, carne, cemento, macchine, velocità, Esposizione universale, cambiamento, ossigeno e veleno. Milano, la tua putrefazione è inodore: ti respiro ogni giorno, ti tocco e, fingendo indifferenza, ti amo.

***

«Non sarà troppo sadico girare il massacro dei poveracci che vanno agli eventi del Fuori Salone?» «Mi pare il minimo» faccio io. «Boh. In fondo è una cosa bella della città, e noi la distruggiamo. Gli spettatori capiranno che c’è un tentativo di critica sociale…» dice lui con aria preoccupata. «Alcuni, soltanto alcuni» lo rassicuro. «Sì, sì, ma la mia intenzione, e ne abbiamo discusso tante volte, era tenerla al minimo, la critica sociale.» Marco ha ragione: la nostra serie è cattiva. Però non sono d’accordo sui “poveracci”. I poveracci sarebbero le orde di cristiani che per una settimana di fila, dalle sei di sera fino a notte, si accalcano nei luoghi in cui si brinda al design, cercando disperatamente di essere parte di qualcosa di più alto di loro – una messa, un rave, il mito, la celebrità, la gloria – intasando il traffico e impedendo, per esempio, al piccolo film indipendente in programmazione al Mexico di raccogliere l’incasso minimo per aumentare la distribuzione nelle sale. Quelli se lo meritano, di essere attaccati dai morti. Certa gente deve essere sbranata.


Francesco Bianconi

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