Elemosina


Prenditi questa borsa mendicante

Tu accorto non l’hai toccata

Antico lattante a poppa avara

Per trarne goccia a goccia

Il tuo rintocco a morto

Cava tu dal metallo qualche colpa bizzarra

E vasta come noi la stringiamo sul cuore

Soffiaci che si torca

Un’ardente fanfara


Chiesa e incenso che tutte queste dimore sui muri

Quando culla un’azzurra chiarezza

Il tabacco in silenzio dilati

E le preghiere e l’oppio onnipossente ogni farmaco spezzi

Stracci e pelle vuoi tu buttare il cappottino

E ber nella saliva una felice inerzia

E nei caffè sontuosi attendere il mattino

I soffitti arricchiti di naiadi e veli

Si butta il mendicante di vetrina un festino


Quando esci vecchio dio

Tremante sotto I teli d’imballaggio

L’aurora è un lago di vino d’oro

E tu giuri di avere nella tua gola I cieli

Non avendo contato il lampo del tuo tesoro

Almeno puoi ornarti di una piuma

E a ricordo portare un cero al santo in cui tu credi ancora


Non pensare che io vaneggi in parole discordi

La terra si apre antica a chi muore di fame

Odio un’altra elemosina

Voglio che tu mi scordi fratello

E innanzitutto non comprare del pane.


Stéphane Mallarmé


ASCOLTA QUI LA CANZONE DI MAX GAZZE’

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