Hans Zimmer


La mia prima sbornia a Vegas:

Tintinnando la cascata delle slot

La vita pareva una roulette incandescente.

 

Lama di sole nel parabrezza, vento di foulard.

Il deserto è la soglia del cielo

E basta una Thunderbird per varcarla.

 

Il veliero arranca nella fanfara dei corsari.

L’onda ruzzola sulla scia di una Perla

Verso la fine di un mondo-che-non-c’è.

 

Sarmati, sassoni e druidi al galoppo

Nelle brughiere dietro il Vallo.

Il clangore del Nord s’ode fino a Roma.

 

Fumo di Londra, labirinto degli intrighi.

Una mente a serramanico

Che squarcia l’enigma dell’uscita.

 

Nel sonno il tempo sgocciola memoria,

Scava i sogni fino a cavarne del vero.

E il suo scorrere fa perdere il senno.

 

Sibila il silenzio nel pulviscolo del vuoto.

Tra i fondali dell’animo umano

Riecheggia il grandioso organo del cosmo.

 

Nell’arco di un momento infinite corde.

Il canto è un siero che si scioglie sottopelle

E mi pompa il cuore fino a farlo scoppiare.


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