Dogmi e compromessi


Esistono molti segni di una lotta, che ogni giorno aumenta di violenza, contro i principi dogmatici delle varie Chiese, senza le quali il credo religioso è all’atto pratico inconcepibile in questo mondo umano. Le masse popolari di una nazione non sono fatte di filosofi; la fede per loro è in larga parte l’unica base della visione morale della vita. I vari tentativi di trovare dei sostituti non hanno dato prova di essere così adatti o di avere successo per essere buone alternative per le confessioni religiose precedenti. Se la dottrina religiosa si aggancia veramente alle masse popolari, l’autorità assoluta di tale fede è quindi l’intera base della sua efficacia. Ciò che, quindi, rappresenta l’abitudine ordinaria per la vita generale – e senza di essa migliaia di uomini di cultura superiore senza dubbio vivrebbero ragionevolmente e con successo, ma milioni di altri no – lo rappresenta la legge per lo Stato ed il dogma per la religione ordinaria. Solo e soltanto questo può sconfiggere il precario, e continuamente controverso, concetto intellettuale e modellarlo in una forma senza cui la fede non potrebbe esistere.

Se così non fosse, il concetto di una visione metafisica della vita – in altre parole, l’opinione filosofica – non avrebbe mai potuto crescere da esso. L’attacco al dogma è quindi, in sé, molto simile alla lotta contro i principi legali generali dello stato, e proprio come quest’ultima potrebbe sfociare nella più completa anarchia di Stato, essa potrebbe sfociare in un impotente nichilismo religioso.

Tuttavia un politico deve stimare il valore di una religione, non tanto in connessione con i difetti che la riguardano, ma in relazione ai vantaggi di un sostituto che dovrebbe essere evidentemente migliore. Ma finché tale sostituto non compare, solo gli sciocchi ed i criminali distruggeranno ciò che c’è attualmente.

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Una teoria mondiale è intollerante, e non si accontenta di essere un partito tra gli altri partiti; insiste su un riconoscimento persistente ed esclusivo di sé stessa e su un concetto assolutamente nuovo di tutta la vita pubblica secondo la sua visione. Quindi, non può tollerare la continuazione di una forza che rappresenta le condizioni precedenti.

Accade lo stesso con le religioni. Il Cristianesimo non era soddisfatto di erigere semplicemente i suoi altari; venne obbligato a procedere a distruggere gli altari dei pagani. Tale fanatica intolleranza da sola rese possibile costruire questo credo adamantino; è una condizione assolutamente necessaria per la sua esistenza.

I partiti politici sono sempre pronti al compromesso; le teorie mondiali non lo sono mai. I partiti politici negoziano con i loro oppositori; le teorie mondiali sostengono che soltanto loro stesse sono infallibili.

Addirittura i partiti politici quasi sempre all’inizio hanno la speranza di elevarsi ad autorità dispotica; quasi sempre contengono piccole tracce di una teoria mondiale. Ma la povertà del loro programma li priva dell’eroismo, che è richiesto da una teoria mondiale. La loro prontezza di conciliazione attira verso di loro gli spiriti più deboli con i quali non si può condurre alcuna crociata. Quindi si adattano, rapidamente e all’inizio della loro storia, al pantano della loro stessa miserabile insignificanza.


Adolf Hitler

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